Come spesso accade le grandi passioni nascono inaspettate. E’ il caso che nel
momento giusto ci mostra degli oggetti che magari avevamo già guardato ma non
visto. Nel presentare quest’ultimo pezzo della mia collezione sento tutta la
magia di queste parole. Tante volte ho visto in manifestazioni modellistiche
dei mezzi radiocomandati, ma li avevo solo guardati con curiosità, a volte con
divertimento, ma senza mai vederne le enormi possibilità che essi offrono.
Così quando ad una manifestazione mi sono avvicinato in punta di piedi ed un
poco timoroso a questo mondo per tanti versi sconosciuto, sono stato contagiato
dall’entusiasmo degli amici modellisti che lo praticavano. E’ nata così la
voglia di unire le mie conoscenze nella costruzione dei modelli statici alla
necessità di renderli vivi con il movimento. La sfida è stata impegnativa ma
oltremodo gratificante come le immagini seguenti dimostrano. Per la scelta del
modello ho deciso di auto costruire un mezzo non in commercio quale l’Iveco
Trakker permettendo così l’utilizzo di un camion tutto italiano. Le difficoltà
sono state molte all’inizio, data la mia scarsissima conoscenza dei problemi
posti dalla realizzazione di un mezzo dinamico. Il posizionamento del pacco
batterie, dei motorini e dove far passare i cavi dei cablaggi per i comandi e
le luci non sono di immediata evidenza. In questo sono stato aiutato dalla
perizia e dall’entusiasmo di Giovanni e Riccardo che sono stati dei validi e pazienti maestri.
Alla fine ho ottenuto un risultato che mi ha ripagato delle ore spese nel
lavoro e dei dubbi che volta per volta sono emersi. Adesso il camion allieta i
raduni di mio figlio a cui l’ho regalato con la dedica: L’uomo comincia ad
essere vecchio quando non ha più voglia di imparare.